In principio erano gli anni ‘60 e ‘70 e la comune passione per i Beatles, i Byrds, Bob Dylan, CSN&Y ed il suono Country californiano di Backersfield, da Buck Owens a Herb Pedersen e Chris Hillman, anche se Ron Martin è di Eden, in North Carolina e Marco Zanzi di Varese.
Nato e cresciuto in North Carolina, sin dagli anni della scuola, Ron suona con diversi gruppi: ‘Kaleidoscope’, ‘Wampus Cats’ e ‘Shiloh’ sono i principali con i quali raggiunge anche una discreta popolarità. Un percorso analogo è quello di Marco Zanzi che suona e canta dapprima in piccoli gruppi locali, ma poi anche in esperienze più significative come ‘La Signora Stracciona’ e gli ‘Steamboat Willie’ con i quali si esibisce un po’ in tutta Italia. In questo periodo viene anche definitivamente conquistato dal Country Rock e da gruppi come i Poco, i Flying Burrito Brothers, la Nitty Gritty Dirt Band e gli Eagles: attraverso loro (e specialmente attraverso il progetto ‘Will The Circle Be Unbroken’) scopre il Bluegrass e presto si innamora del Banjo a 5 corde (a quei tempi uno strumento semi sconosciuto e difficile da trovare).
Ma il vero luogo di incontro tra Ron e Marco è stato il Web. Infatti la diffusione di Internet ha permesso loro di trovarsi grazie ad un sito dedicato ai Byrds (‘My Songbook’ realizzato da Zanzi nel 2000 con l’amico inglese David Reynolds), ma soprattutto grazie alla comune attiva partecipazione a vari newsgroup: ‘Gene Clark List’ e ‘Byrdmaniax’, ma ancor più ‘Acousticharmonies’ incredibile risorsa sia musicale che umana. Qui Ron e Marco collaborano per la prima volta ad un progetto musicale partecipando alla realizzazione di un CD che vede la presenza di musicisti provenienti da vari paesi del mondo (USA, Canada, Giappone, Irlanda, Olanda ...).
'Piedmont' sta per pedemontana, perché Ron vive ai piedi delle Blue Ridge Mountains, nella catena degli Appalachi e Marco abita sulle propaggini delle Prealpi. Ecco allora il ‘Piedmont Brothers Project’, che unisce comuni interessi musicali e similitudini ambientali. Il varesino Marco Zanzi, nella primavera del 2007, va da Ron negli USA, incontra la compagna Suzon, la sua famiglia, i suoi amici, trova un paesaggio che in qualche misura gli rimanda visioni varesine. Con l’amico americano segue il ‘Merlefest’, probabilmente il più importante festival musicale dedicato al genere ‘americana’ (acustica, country, bluegrass, folk, blues, celtica…) e incide tre brani al Flyin’ Cloud Studio di Doug Rorrer ad Eden, NC. Nasce proprio qui in questo clima l’idea di formare la ‘Piedmont Brothers Band’ dove i due ‘brothers’, i due fratelli, sono loro, Ron e Marco e la ‘band’ vecchi e nuovi amici musicisti accomunati dalla medesima passione. Grazie ancora una volta ad Internet, la musica abbatte le barriere e sorvola l’Oceano. Ron invia i suoi pezzi originali (Martin è infatti anche compositore), Marco li arrangia e rielabora grazie alla sua competenza, coinvolge gli amici, registra, invia ad Eden. Ron ascolta, commenta, va in studio e incide con il prezioso aiuto del ‘Chief engineer’ Doug Rorrer le sue voci che poi manda per il missaggio finale in Italia.
Dal Febbraio 2003, Ron lotta contro un liposarcoma che, seppur trattato positivamente, lo obbliga a continui controlli e cure. Ma Ron è un lottatore: lotta con i farmaci, lotta con la Fede, ma anche con la musica, sua compagna di sempre. Nel 2005 realizza con l’aiuto dei suoi amici un CD intitolato ‘The Circle’ (Flyin’ Cloud Records FC 046) in cui mostra tutto il suo talento di interprete e di cui parte dei proventi vanno alla causa della ricerca sul Cancro attraverso la ‘Liddy Shriver Sarcoma Initiative’. E infine la ‘Piedmont Brothers Band’ si incontra: Ron attraversa l’Oceano nel Luglio 2008 per atterrare in Italia con l’obiettivo di suonare in alcuni concerti ma soprattutto di completare il primo CD del gruppo intitolato ‘Bordertown’, titolo particolarmente significativo perché sia Eden che Varese sono veramente città di confine (Virginia e Svizzera).
Il CD, ufficialmente presentato il 31 Ottobre 2008, contiene per lo più composizioni originali di Ron arrangiate e prodotte da Marco. Il lavoro ha ricevuto notevoli consensi da parte della critica specializzata sia negli Stati Uniti che in Italia che ne ha in particolare sottolineato il carattere di unicità e originalità. Lusinghiere recensioni del CD sono apparse sulle riviste specializzate italiane ‘Buscadero’ (n° 308 - Gennaio 2009) e JAM (n°156 – Febbraio 2009) e sul mensile Inglese “Maverick - the voice of country, folk, bluegrass and roots music” (n° 85 - Agosto 2009), tra i più apprezzati del settore. Tra le radio che trasmettono o hanno trasmesso brani della Piedmont Brothers Band vi sono Radio Popolare Network (Milano), Radio Missione Francescana (Varese), Radio Lupo Solitario (Samarate), Radio Voce Spazio (Alessandria), WUMB Folk Radio (Boston, MA), UIC (Chicago, IL), WPKN-FM (Connecticut), CKUT (Montreal, Canada), Radio Port Phillip (Melbourne, Australia). Lo scrittore e giornalista John Einarson (storico di musica rock canadese di tutto rispetto e autore di 12 libri) ha definito ‘Bordertown’ “Il mio nuovo album di Country Rock preferito” e Paolo Vites (giornalista e scrittore, redattore della rivista JAM) “ … sembra di tornare all’epopea di album leggendari come 'Pickin’ up the Pieces' dei POCO o il primo dei Flying Burrito Brothers”.
Anche se purtroppo Ron, vivendo e lavorando negli Stati Uniti non può ancora essere sempre presente negli spettacoli dal vivo, lo è comunque attraverso le sue canzoni che costituiscono il nucleo centrale del repertorio della Piedmont Brothers Band, repertorio che è arricchito anche da brani originali di Marco Zanzi, Francesco de Chiara e Francesco Frugiuele e da brani sia della tradizione popolare Americana che di affermati autori quali Nanci Griffith, Bob Dylan, Gram Parsons, Chris Hillman e Roger McGuinn. Il genere musicale della Piedmont Brothers Band è piuttosto vario, ma può sicuramente rientrare nella definizione ‘Americana’, termine coniato abbastanza di recente e che comprende musica con influenze Country, Bluegrass, Folk, Gospel, Blues e Celtica.
Il sogno e l’incontro di due persone di età, cultura, professione, paesi diversi ma unite dal comune amore per la musica, dalla stessa voglia di suonare e comunicare e anche da profondi valori spirituali e umani ha fatto dunque un piccolo ‘miracolo’ dimostrando che universalità, amore e pace non sono solo parole astratte e utopiche, ma possono diventare vita reale e rendere il nostro mondo migliore.